Quando pensiamo alla Thailandia, ci vengono subito in mente spiagge da sogno, templi dorati e una cucina esotica che incanta i sensi, vero? Ma se vi dicessi che c’è un’altra sfumatura, un po’ inaspettata, che sta emergendo con prepotenza?
Parlo del vino, amici! Sì, avete capito bene! Per anni, il vino in questo affascinante paese del Sud-Est Asiatico è stato quasi un miraggio, un lusso proibitivo, spesso oscurato dalla birra locale o dai cocktail tropicali.
Ricordo ancora la mia sorpresa anni fa nel vedere prezzi esorbitanti per una bottiglia decente, pensando che fosse quasi impossibile goderne appieno. Ebbene, vi dirò la verità, le cose stanno cambiando, e anche in fretta!
Negli ultimi tempi, ho notato una vera e propria rivoluzione in atto, una tendenza che ha dell’incredibile. Grazie a cambiamenti importanti nelle politiche di importazione, i dazi che rendevano il vino quasi inaccessibile sono stati drasticamente ridotti, rendendo le nostre etichette italiane molto più appetibili.
Improvvisamente, l’accesso a bottiglie internazionali, e persino a quelle locali che stanno facendo passi da gigante con i loro affascinanti “New Latitude Wines”, è diventato molto più semplice e alla portata di tutti.
C’è una classe media emergente, sempre più curiosa e attenta alla qualità, e un flusso turistico di altissimo livello che sta portando a una vera e propria fioritura di wine bar e ristoranti con carte dei vini sorprendenti, soprattutto nelle vivaci Bangkok e Phuket.
Personalmente, trovo entusiasmante vedere come la cultura enologica stia radicandosi, offrendo un’esperienza totalmente nuova che sposa perfettamente i sapori audaci della cucina thai con abbinamenti inaspettati e deliziosi.
Non è più solo un prodotto di nicchia per pochi, ma una componente sempre più viva e vibrante della scena gastronomica. È un momento d’oro per scoprire questa “nuova” Thailandia, che sa stupirci anche con il calice in mano.
Scopriamo insieme tutti i segreti del vino thailandese e le ultime tendenze che lo rendono così speciale!
Amici lettori, bentrovati in questo angolo che sa di mare, di spezie e, incredibile ma vero, anche di buon vino! Dopo anni passati a esplorare ogni angolo di questo paese meraviglioso, posso finalmente dirvi che la Thailandia non è più solo la patria del Pad Thai e delle spiagge da cartolina, ma sta diventando un piccolo, ma sempre più vivace, paradiso per gli amanti del vino.
E io, che ho visto i suoi cambiamenti con i miei occhi, non potrei essere più felice di raccontarveli. Ricordo ancora quando cercare una bottiglia di vino decente era un’impresa degna di Indiana Jones, e i prezzi erano così alti da far passare la voglia anche al più tenace degli enoappassionati.
Ma il vento è cambiato, e con lui, le opportunità di gustare calici eccellenti, sia locali che internazionali.
La Svolta Inaspettata: Dazi Azzerati e Vini Più Accessibili

Vi dirò, l’aria che si respira qui, soprattutto in città come Bangkok e Phuket, è elettrizzante. L’anno scorso, a inizio 2024, il governo thailandese ha fatto una mossa audace che ha cambiato tutto: ha abolito i dazi di importazione sui vini, che prima oscillavano tra il 54% e il 60% del valore, e ha dimezzato l’accisa, dal 10% al 5%.
Non potete capire la gioia quando ho letto la notizia! Finalmente, quei prezzi da capogiro che ci facevano quasi desistere dall’ordinare una bottiglia sono diventati un ricordo sbiadito.
Questa decisione non è arrivata per caso, ma è parte di una strategia più ampia per dare un impulso al turismo e all’industria delle bevande alcoliche del paese.
Personalmente, ho subito notato la differenza: i supermercati, che prima avevano selezioni limitate a prezzi esorbitanti, ora sono un vero e proprio tripudio di etichette internazionali, con intere pareti dedicate, ad esempio, al Prosecco italiano.
È un segnale chiaro che la Thailandia non è più un mercato di nicchia per il vino, ma un crocevia dinamico, sempre più aperto al mondo. Questa accessibilità ha stimolato la curiosità di una classe media in crescita e ha ulteriormente attratto un turismo di alta qualità che cerca esperienze enogastronomiche complete.
L’Italia, in questo scenario, si posiziona come il terzo esportatore per volume, e posso assicurarvi che il nostro Made in Italy è non solo apprezzato, ma attivamente ricercato!.
Un Mercato in Fermento: Nuove Opportunità per Ogni Tasca
Questi cambiamenti fiscali hanno sbloccato una domanda latente, rendendo il vino non più solo un lusso per pochi, ma un’opzione concreta per un pubblico più ampio.
Vedere una tale varietà di vini disponibili, dai bianchi freschi ai rossi più strutturati, a prezzi finalmente ragionevoli, è per me un segno di vera evoluzione.
Ho assistito a un fiorire di offerte, non solo nei ristoranti di lusso ma anche in locali più informali. È come se si fosse aperta una diga, e la gente, me compresa, stia scoprendo il piacere di abbinare un buon calice ai sapori intensi della cucina thai senza sentirsi in colpa per il portafoglio.
L’Impatto sul Consumatore: Vini Internazionali a Portata di Mano
Devo ammettere che per anni, quando pensavo al vino in Thailandia, la mia mente andava subito ai costi proibitivi. Ricordo di aver pagato l’equivalente di 65 euro per una bottiglia che in Europa sarebbe costata 15 euro, e la sensazione di aver quasi rubato una bottiglia decente al supermercato perché il prezzo era “solo” di 25-30 euro.
Oggi, invece, posso esplorare gli scaffali con molta più serenità. La riduzione dei dazi ha portato a una maggiore concorrenza tra importatori e distributori, e questo si traduce in prezzi più accessibili per noi consumatori.
Se prima ero costretta a limitarmi alle bottiglie meno costose, ora posso permettermi di sperimentare un po’ di più, scegliendo etichette italiane o francesi che, pur costando ancora un po’ di più che a casa nostra, sono decisamente più alla portata di mano.
È un vero piacere poter scegliere senza il peso di un prezzo esorbitante.
I “New Latitude Wines”: La Sorpresa Autoctona che Conquista
Ma la vera chicca, amici miei, è la scoperta dei “New Latitude Wines” thailandesi. Se vi avessero detto anni fa che la Thailandia avrebbe prodotto vino di qualità, probabilmente avreste sorriso increduli, e vi capisco!
Anche io ero scettica. Il clima tropicale, con temperature medie di 27°C e un’umidità costante, sembrava rendere la viticoltura un’impresa impossibile.
Invece, grazie alla tenacia di pionieri come Chalerm Yoovidhya, fondatore di Monsoon Valley Wines, e all’aiuto di esperti enologi internazionali, la Thailandia ha dimostrato che è possibile fare grandi cose anche tra il 14° e il 18° parallelo.
Ho avuto la fortuna di visitare alcuni di questi vigneti, specialmente nella zona di Hua Hin, e l’esperienza è stata sorprendente. I vignaioli qui hanno imparato a gestire le sfide del clima, ad esempio, con la possibilità di due raccolti all’anno, anche se poi se ne predilige uno per la qualità.
Questi vini, pur essendo ancora un po’ di nicchia, stanno guadagnando una reputazione invidiabile per la loro unicità e qualità. È come assistere alla nascita di qualcosa di veramente speciale, un orgoglio locale che sta conquistando palati globali.
Vitigni Esotici e Metodi Innovativi
Vi chiederete, quali vitigni prosperano sotto il sole thailandese? Non solo varietà locali come il Moscato Nero o il Pokdum, ma anche vitigni internazionali che non ti aspetteresti, come lo Shiraz, lo Chenin Blanc, il Sauvignon Blanc e persino il Verdelho e il Tempranillo.
Ho assaggiato uno Shiraz locale che mi ha lasciato a bocca aperta per la sua intensità e i suoi sentori speziati, perfetti per la cucina locale. La viticoltura qui è un’arte fatta di adattamento e innovazione, con tecniche che permettono alle viti di resistere al calore e all’umidità, e un approccio che spesso esclude l’uso di macchinari per la vendemmia a causa della diversa maturazione dei grappoli anche all’interno dello stesso filare.
Questo rende ogni bottiglia una testimonianza del duro lavoro e della passione di chi ha creduto in questo sogno tropicale.
Le Regioni Vinicole Emergenti: Un Tour Tra i Sapori
Se siete come me e amate scoprire nuove destinazioni enologiche, dovete assolutamente considerare le regioni vinicole thailandesi. Le aree principali si trovano a Hua Hin (Monsoon Valley, che ho visitato e adoro!), Khao Yai (GranMonte Estate è un’altra perla), e la regione di Chao Phraya, con i suoi suggestivi “vigneti galleggianti”.
Ogni regione offre un’esperienza unica, con paesaggi che vanno dalle colline alle valli fluviali. Ho trascorso un weekend a Hua Hin visitando i vigneti, e l’emozione di sorseggiare un vino fresco con una vista mozzafiato sui filari tropicali è indescrivibile.
Non si tratta solo di degustazioni, ma di immergersi in una cultura in evoluzione che sta plasmando il futuro del vino in un contesto inatteso.
L’Esplosione della Scena Eno-Gastronomica: Wine Bar e Ristoranti d’Eccellenza
Se un tempo trovare un locale con una buona carta dei vini era un’impresa, oggi la situazione è radicalmente cambiata, specialmente nelle metropoli e nelle zone turistiche.
Bangkok è diventata un vero e proprio epicentro per gli amanti del vino, con una miriade di wine bar e ristoranti che offrono selezioni impressionanti, sia di etichette internazionali che di quei sorprendenti vini thailandesi di cui vi parlavo.
Ho perso il conto dei nuovi locali che ho scoperto negli ultimi mesi, ognuno con la sua atmosfera unica e proposte culinarie pensate per esaltare il calice.
Non è più solo il ristorante di lusso ad avere un sommelier esperto, ma anche bistrot e locali più trendy stanno investendo in una carta dei vini curata.
E non parliamo solo di vino fermo: c’è un crescente interesse per gli spumanti e il Prosecco.
Dai Rooftop Bar ai Bistrot Accoglienti: Dove Bere Bene a Bangkok e Phuket
Bangkok, in particolare, è un fermento di novità. Dai lussuosi rooftop bar dove sorseggiare un calice con vista sullo skyline mozzafiato, ai piccoli e accoglienti bistrot che offrono un’atmosfera più intima e selezioni di nicchia.
Ho avuto modo di frequentare posti come Cantina Italian Kitchen, un wine bar che mi fa sentire a casa con la sua selezione di vini italiani e piatti deliziosi.
Anche Phuket non è da meno, con ristoranti come D wine Italian Bistro & Wine Bar che propongono ottime carte dei vini. Se siete in cerca di suggerimenti, vi consiglio di esplorare le liste di “Star Wine List” che recensiscono i migliori wine bar e ristoranti in Thailandia.
L’esperienza è incredibile: si passa da locali specializzati in vini naturali, come About Eatery a Bangkok che propone una solida cucina italiana, a ristoranti con cantine impressionanti come The Wine Cellar a Phuket.
Eventi e Degustazioni: Un Calendario Ricco per Appassionati
La crescita della cultura del vino si manifesta anche in un calendario sempre più ricco di eventi, degustazioni e masterclass. Mi è capitato di partecipare a diverse serate a tema, dove sommelier esperti guidano alla scoperta di abbinamenti audaci tra vini internazionali e i sapori complessi della cucina thai.
C’è una vera e propria sete di conoscenza tra i consumatori, sia locali che stranieri, e questo porta a iniziative sempre più interessanti. Non è raro trovare serate con musica dal vivo e degustazioni speciali, creando un’atmosfera vivace e coinvolgente.
È l’occasione perfetta per imparare, socializzare e, naturalmente, bere bene!
L’Arte dell’Abbinamento: Vino e Cucina Thai, un Matrimonio Possibile
Quando pensiamo alla cucina thailandese, ci vengono in mente sapori intensi, piccantezza audace, acidità vibrante e una complessità aromatica unica. Per anni, la birra o il tè verde sembravano gli abbinamenti più naturali.
Ma vi assicuro, cari amici, che il vino può esaltare e complementare questi sapori in modi che non avreste mai immaginato! Ho sperimentato personalmente quanto un buon Riesling semi-secco possa bilanciare la dolcezza e attenuare la piccantezza di un curry thailandese, grazie alla sua acidità e ai suoi aromi esotici.
È un’esperienza che apre nuove prospettive gustative e mi ha fatto innamorare ancora di più di questa cucina straordinaria. La chiave, come in ogni abbinamento, è trovare l’equilibrio giusto per non sovrastare i sapori del piatto, ma piuttosto esaltarli.
Consigli da Esperta per Non Sbagliare
Se come me amate sperimentare, ecco qualche dritta basata sulle mie esperienze personali. Per piatti come il celebre Pad Thai, con il suo mix agrodolce e le note di arachidi, ho trovato che un Pinot Grigio asciutto, un Vermentino croccante o un rosato fruttato siano perfetti.
La loro freschezza pulisce il palato e si sposa splendidamente con i sapori delicati ma complessi del piatto. Se invece vi avventurate con un Satay, magari di pollo o maiale, uno Chardonnay non troppo barricato o un rosso leggero e fruttato come un Merlot o un Syrah maturo possono fare miracoli.
Ricordo un abbinamento con un Syrah locale che ha esaltato le note affumicate della griglia in modo sublime.
La Tabella degli Abbinamenti Perfetti (Seconda la Vostra Amica Blogger!)
Ecco una piccola guida che ho messo insieme dopo anni di “ricerca sul campo”, per aiutarvi a navigare tra gli abbinamenti più riusciti. Spero vi sia utile!
| Piatto Thailandese | Caratteristiche Chiave | Vino Consigliato | Perché Funziona |
|---|---|---|---|
| Pad Thai | Agrodolce, Noodle, Arachidi, Gamberi/Pollo | Pinot Grigio, Vermentino, Rosato Fruttato, Gamay | Freschezza, acidità bilanciata, non sovrasta i sapori delicati. |
| Curry Verde/Rosso (piccante) | Latte di cocco, Spezie piccanti, Erbe aromatiche | Riesling (off-dry), Gewürztraminer, Prosecco | Dolcezza e acidità contrastano il piccante, note aromatiche complementari. |
| Tom Yum Goong (zuppa agropiccante) | Piccante, Acido (lime), Gamberi, Erbe aromatiche | Sauvignon Blanc, Spumante Brut, Albariño | Acidità e freschezza tagliano il piccante, note erbacee si legano agli aromi. |
| Satay (spiedini con salsa arachidi) | Grigliato, Salsa di arachidi dolce/salata | Chardonnay (non barricato), Merlot, Syrah (giovane) | Corpo medio, fruttuosità si lega alla salsa, struttura per la carne. |
| Involtini Primavera (freschi o fritti) | Leggerezza, Verdure fresche, Croccantezza (se fritti) | Prosecco, Cava, Rosato leggero | Effervescenza pulisce il palato, freschezza si abbina alla leggerezza. |
Il Turismo Enologico: Un Nuovo Modo di Scoprire la Thailandia

Non pensate che il turismo enologico sia un’esclusiva delle regioni europee o delle Americhe! La Thailandia sta sviluppando un movimento vivace in questo senso, invitando i visitatori a esplorare i suoi vigneti e a scoprire un lato inaspettato del paese.
È un’opportunità meravigliosa per chi, come me, ama uscire dalle rotte più battute e cercare esperienze autentiche. Ho avuto il piacere di fare un tour in alcune delle tenute vinicole e vi assicuro che è un modo incredibile per combinare la passione per il vino con la bellezza paesaggistica e la cultura locale.
Le aziende vinicole sono spesso incorniciate da paesaggi mozzafiato, e offrono non solo degustazioni, ma anche percorsi guidati e ristoranti dove assaporare i prodotti locali.
Cantine da Non Perdere e Esperienze Uniche
Se vi trovate a pianificare un viaggio, vi suggerisco di considerare una visita a luoghi come la GranMonte Estate nel Khao Yai o la Monsoon Valley Wines a Hua Hin.
La GranMonte, per esempio, è stata pioniera nel settore e offre tour e degustazioni che sono un vero e proprio viaggio nella storia della viticoltura thailandese.
È affascinante vedere come queste cantine abbiano saputo adattarsi al clima, creando vini con carattere e personalità. Inoltre, molte di queste tenute organizzano anche eventi, concerti e attività che rendono la visita un’esperienza a tutto tondo.
Immaginate di sorseggiare un calice di vino locale al tramonto, immersi nel verde dei vigneti tropicali: un sogno che diventa realtà!
Perché Abbinare il Vino al Viaggio in Thailandia?
Integrare il turismo enologico nel vostro itinerario è un modo fantastico per aggiungere un tocco di raffinatezza e scoperta al vostro viaggio. Non solo avrete l’opportunità di assaggiare vini unici e di alta qualità, ma anche di conoscere la storia e le sfide di una viticoltura “nuova latitudine” che sta facendo passi da gigante.
È un’esperienza culturale che va oltre il classico “solito giro” e vi permette di entrare in contatto con un aspetto meno conosciuto, ma altrettanto affascinante, della Thailandia.
E poi, diciamocelo, cosa c’è di meglio che tornare a casa con un bagaglio di ricordi e qualche bottiglia speciale da condividere con gli amici, raccontando una storia che pochi conoscono?
Il Futuro Brilla: La Thailandia Destinata a Diventare un Polo Enologico
La domanda di vino in Thailandia è in costante crescita, e tutti i segnali indicano che questo paese è destinato a giocare un ruolo sempre più importante nel panorama enologico asiatico e non solo.
Non è solo la riduzione dei dazi a fare la differenza, ma anche una crescente consapevolezza e curiosità da parte dei consumatori locali e dei numerosi turisti.
Ho visto con i miei occhi l’entusiasmo della gente nel provare nuove etichette, nell’esplorare abbinamenti e nel partecipare a eventi legati al vino. Questa effervescenza è un motore potente che sta spingendo l’intero settore verso nuove vette.
L’Italia, con la sua ricchezza di vitigni e la qualità riconosciuta del suo Made in Italy, ha tutte le carte in regola per essere protagonista in questo mercato emergente.
Investimenti e Innovazione: La Chiave del Successo
Gli investimenti nel settore vinicolo thailandese stanno aumentando, non solo da parte delle aziende locali ma anche da parte di player internazionali che vedono il potenziale di questa “nuova frontiera”.
C’è un’attenzione crescente alla qualità, alla sostenibilità e all’innovazione, aspetti che sono fondamentali per un mercato che vuole affermarsi a livello globale.
Ricordo un incontro con un produttore locale che mi parlava della ricerca di nuove tecniche per adattare i vitigni al clima tropicale e dell’importanza di formare nuovi sommelier e professionisti del settore.
È un impegno a 360 gradi che sta dando i suoi frutti.
Il Ruolo del Consumatore e l’Educazione al Gusto
Come consumatori e appassionati, abbiamo un ruolo cruciale in questa evoluzione. La nostra curiosità, la nostra voglia di sperimentare e la nostra sete di conoscenza sono ciò che alimenta il mercato.
La disponibilità di piattaforme online che offrono risorse educative e recensioni, ad esempio, ci aiuta a fare scelte più informate e a scoprire etichette che prima erano sconosciute.
Personalmente, adoro condividere le mie scoperte con voi, perché credo che il vino sia una lingua universale che unisce le persone e ci permette di esplorare nuove culture attraverso il gusto.
La Thailandia, con il suo mix unico di tradizione e innovazione, è pronta a sorprenderci ancora e ancora con i suoi calici.
Per concludere
Ed eccoci arrivati alla fine di questo viaggio enologico in Thailandia! Spero di avervi trasmesso tutta la mia passione e l’entusiasmo per una destinazione che sta sorprendendo tutti nel mondo del vino. Quello che era un tempo un mercato chiuso e proibitivo, si è trasformato in un crocevia dinamico, pieno di opportunità e di scoperte incredibili, sia con i nostri amati vini italiani che con le affascinanti produzioni locali. La Thailandia non è più solo sinonimo di spiagge da sogno e cibo delizioso, ma si sta affermando come una meta intrigante anche per gli amanti del buon calice. Un vero sogno che si realizza per chi, come me, ama esplorare e lasciarsi sorprendere. Cin cin alla Thailandia e alle sue inaspettate meraviglie!
Curiosità e Consigli Utili
1. Esplora oltre le etichette famose: Non limitarti ai soliti noti. Con la riduzione dei dazi, troverai un’ampia varietà di vini internazionali. Cerca anche le etichette dei “New Latitude Wines” thailandesi; sono una vera chicca e un’esperienza gustativa unica che ti lascerà a bocca aperta per la loro qualità e unicità. Ricordo la prima volta che ho assaggiato uno Shiraz thailandese, ero incredula!
2. Attenzione ai locali e alle promozioni: Molti wine bar e ristoranti, specialmente a Bangkok e Phuket, offrono serate a tema o promozioni speciali sul vino. È un ottimo modo per provare diverse etichette senza spendere una fortuna. Tieni d’occhio i social media dei tuoi locali preferiti per non perdere queste occasioni. Io stessa ho scoperto diversi nuovi preferiti grazie a questi eventi!
3. Sperimenta gli abbinamenti con la cucina locale: Abbandona l’idea che solo la birra si sposi con il cibo thai. Come ti ho raccontato, il vino può esaltare incredibilmente i sapori complessi e speziati della gastronomia locale. Prova un Riesling semi-secco con un curry o un Sauvignon Blanc con un Tom Yum Goong. Potrebbe essere la tua prossima rivelazione culinaria.
4. Considera un tour enologico: Se hai tempo, un tour in una delle cantine thailandesi, come GranMonte o Monsoon Valley, è un’esperienza indimenticabile. Non solo potrai degustare i vini direttamente alla fonte, ma scoprirai anche il processo di viticoltura in un clima tropicale, un’impresa affascinante e piena di ingegno. La vista sui vigneti è qualcosa di magico.
5. Non aver paura di chiedere consiglio: I sommelier e il personale nei wine bar e nei ristoranti di alto livello sono spesso molto preparati e felici di guidarti nella scelta, soprattutto per i vini locali. Non esitare a chiedere suggerimenti basati sui tuoi gusti o sul piatto che hai scelto. La loro conoscenza può aprirti a mondi di sapori inesplorati!
Punti chiave da ricordare
La Thailandia è emersa come una destinazione enologica sorprendente e in forte crescita, grazie soprattutto all’abolizione dei dazi di importazione e alla riduzione delle accise sui vini a partire dall’inizio del 2024. Questo ha reso i vini internazionali significativamente più accessibili e ha stimolato un’espansione del mercato, con una maggiore varietà e prezzi più competitivi. Parallelamente, il fenomeno dei “New Latitude Wines” autoctoni, come quelli prodotti a Hua Hin e Khao Yai, sta guadagnando prestigio, dimostrando che la viticoltura tropicale può produrre eccellenze grazie a tecniche innovative e varietà adattate. La scena enogastronomica è in pieno fermento, con un numero crescente di wine bar e ristoranti di qualità che offrono selezioni curate e opportunità di abbinamento creative con la ricca cucina thai. Infine, il turismo enologico sta diventando un’attrattiva sempre più popolare, invitando gli appassionati a scoprire un lato inaspettato e affascinante del Paese, con cantine e tour che offrono esperienze uniche. In sintesi, la Thailandia si sta rapidamente affermando come un polo enologico dinamico e da non sottovalutare, promettendo grandi sviluppi futuri.
Domande Frequenti (FAQ) 📖
D: I recenti tagli ai dazi e alle tasse hanno davvero reso il vino più accessibile in Thailandia? E per noi italiani, cosa cambia?
R: Assolutamente sì, miei cari amici eno-curiosi! La notizia è di quelle che fanno brindare: la Thailandia, con una mossa strategica per dare una spinta al turismo e al commercio, ha eliminato totalmente i dazi doganali sui vini importati, che prima erano un salasso del 54-60%!
Non solo, hanno anche dimezzato l’accisa dal 10% al 5% e ridotto una tassa basata sul volume e il contenuto alcolico. Ho notato che queste modifiche, entrate in vigore a inizio 2024, hanno già iniziato a fare la differenza.
Quando ho visitato Bangkok di recente, ho trovato etichette che prima erano un lusso quasi proibitivo, ora a prezzi molto più ragionevoli. Per noi italiani, questo è un vero e proprio sogno che si avvera!
Pensate, il nostro meraviglioso vino, prima penalizzato dai costi altissimi, ora può competere meglio e far innamorare ancora più persone dei nostri sapori.
Questo non significa che il vino sia diventato economico come in Italia, intendiamoci, i prezzi riflettono comunque una certa importazione e il contesto locale, ma la direzione è chiara: la Thailandia sta aprendo le sue braccia (e i suoi calici!) al mondo del vino internazionale, e al nostro in particolare.
È il momento perfetto per esplorare questa nuova frontiera enologica, senza sentirsi in bancarotta dopo ogni sorso!
D: “New Latitude Wines”: cosa sono esattamente e quali cantine thailandesi vale la pena conoscere?
R: Ah, i “New Latitude Wines”! Questo è un concetto che mi ha affascinato fin da subito! Si tratta di vini prodotti in zone che, per la loro vicinanza all’equatore (tra il 14° e il 18° parallelo, per la precisione), erano un tempo considerate impossibili per la viticoltura tradizionale.
Ma la Thailandia ha dimostrato che con tanta ingegneria agricola e passione, si può fare eccome! Ricordo ancora la mia prima degustazione di un vino thailandese, ero scettica, lo ammetto, ma sono rimasta piacevolmente sorpresa.
Le principali regioni dove si coltiva l’uva sono Khao Yai e Hua Hin, e il clima tropicale regala ai vini un profilo aromatico unico e spesso inaspettato.
Tra le cantine che stanno facendo parlare di sé, ce ne sono due che mi sento di consigliarvi. La Monsoon Valley Wines (Siam Winery), vicino a Hua Hin, è stata tra le prime a scommettere sul vino locale e oggi è una delle maggiori produttrici ed esportatrici.
Le loro etichette sono un ottimo punto di partenza per capire di cosa stiamo parlando. Poi c’è GranMonte Vineyard and Winery a Khao Yai, che con la sua enologa di talento, Nikki Lohitnavy, sta conquistando premi internazionali con vini come Syrah, Cabernet Sauvignon, Chenin Blanc e Verdelho.
Un’esperienza in una di queste cantine, magari con una visita guidata tra i vigneti e una degustazione, è un modo fantastico per immergersi in questa “nuova” storia del vino.
D: Come posso godermi al meglio la nuova scena enologica thailandese e quali abbinamenti con la cucina locale mi suggerisci?
R: Per godervi al meglio questa nuova ondata di vino in Thailandia, vi dico subito che le città più vivaci sono Bangkok e Phuket. È qui che ho trovato la più alta concentrazione di wine bar e ristoranti con carte dei vini sempre più interessanti.
A Bangkok, non potete perdervi locali come lo Scarlett Wine Bar, con la sua vista mozzafiato, o l’About Eatery, se siete amanti dei vini naturali e volete scoprire qualcosa di diverso.
Anche Enoteca, un ristorante italiano stellato Michelin, offre una selezione di vini incredibile. Se invece volete un’esperienza più rurale, le cantine di Khao Yai o Hua Hin, come GranMonte o Monsoon Valley, organizzano spesso tour e degustazioni che sono davvero un toccasana per l’anima.
E veniamo agli abbinamenti, la parte più divertente! La cucina thailandese, con i suoi sapori audaci di dolce, salato, aspro, piccante ed erbaceo, può sembrare una sfida, ma vi assicuro che è un matrimonio delizioso con il vino giusto.
Il mio consiglio spassionato è di orientarvi sui vini bianchi aromatici: un Riesling (magari semi-secco) è fantastico per bilanciare il piccante e il dolce dei curry, mentre un Gewürztraminer esalta i sapori speziati.
Se amate le erbe fresche, un Sauvignon Blanc croccante sarà perfetto. Con un classico Pad Thai, io vado spesso sul sicuro con un bel Pinot Grigio o un Rosato, la loro freschezza pulisce il palato meravigliosamente.
E per gli spiedini Satay? Un Chardonnay o un Merlot fruttato ci stanno a meraviglia. Non abbiate paura di sperimentare!
L’effervescenza di un Prosecco o un Cava, per esempio, è ideale per i piatti fritti come gli involtini primavera. L’importante è trovare un equilibrio che non sovrasti i sapori complessi della cucina thai.
Fidatevi del vostro palato, e lasciatevi guidare da queste nuove e deliziose scoperte!






